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Archive for the ‘Quaresima e Pasqua’ Category

Vangelo  Gv 13, 1-15

Li amò sino alla fine

Dal vangelo secondo Giovanni  Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

 

 

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SETTIMANA SANTA 2018

26 marzo             LUNEDÌ SANTO

Ore 19 -21.30: Liturgia Penitenziale – I sacerdoti saranno a disposizione per le confessioni anche dopo

29 marzo             GIOVEDÌ SANTO

Ore 9: Celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine

Ore 19: S. Messa nella Cena del Signore: fino alle ore 24 e fino alle ore 12 del venerdì la Chiesa rimarrà aperta per l’Adorazione Eucaristica. Dalle 22 alle 23 l’Adorazione sarà animata.

30 marzo             VENERDÌ SANTO

Ore 9:   Celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine

Ore 19: Liturgia della Passione

Ore 21.30: Via Crucis: partenza da Via Padre Massaruti (Parco di Somma)  si concluderà in chiesa

31 marzo             SABATO SANTO

Ore 9: Celebrazione comunitaria delle Lodi mattutine con riti di accoglienza di coloro che saranno battezzati nella Veglia di Pasqua

Ore 22.30: VEGLIA PASQUALE

1 aprile                DOMENICA DI RESURREZIONE

Messe: ore 8.30; 10; 11.30; 19

2 aprile                LUNEDÌ DELL’ANGELO (NON È DI PRECETTO)

Messe: ore 8.30; 19

 

 

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Vangelo  Gv 12,20-33

Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.
 

 

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Vangelo  Gv 3,14-21

Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Dal vangelo secondo Giovanni In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

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 Vangelo   Mc 1,12-15

Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.

Dal vangelo secondo Marco   In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».    

 

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Vangelo  Gv 20, 1-9

Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal vangelo secondo Giovanni  Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

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Oggi, Domenica delle Palme, siamo stati chiamati a rivivere spiritualmente l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, acclamato come il re d’Israele, che viene nel nome del Signore. Questa gloria di Cristo Re è oggi però solo preannunciata, in quanto deve passare attraverso la passione, come abbiamo appena ascoltato, nel racconto che ci fa il vangelo di Matteo, dall’istituzione dell’eucaristia fino alla sepoltura.

Ancora una volta in questo giorno ci siamo fatti attenti, immaginando le scene, non senza una attenzione rispettosa e una profonda commozione.

Ancora una volta siamo qui, all’inizio della Settimana Santa, con il peso delle nostre vite, pensieri, preoccupazioni, sofferenze, gioie, attese, speranze, desideri. E i nostri sguardi vanno verso la Croce.

In tutto il racconto della Passione Gesù sembra attratto dalla croce. Il suo passo lento verso il Calvario è in realtà una corsa del cuore verso quell’Innalzamento. E noi ne siamo turbati, entrando in scena in questa passione un po’ come la moglie di Pilato – di cui ci parla solo Matteo – che dorme agitata a causa di quell’uomo visto nei suoi sogni. Lontani sembrano i sogni di Giuseppe, all’inizio dello stesso vangelo, che sono invece un invito alla serenità e alla fiducia.

Cos’è che tiene in alto Gesù, lì su quel legno? Non la terra, né le pietre, né gli stessi legni o i chiodi. Gesù è tenuto fermo dall’Amore.

Oggi siamo chiamati a fissare questo Amore che dà senza chiedere nulla in cambio.

Non c’è bisogno di troppe parole, se non lasciare spazio a questo silenzio. Silenzio dell’uomo e silenzio di Dio. Il Padre abbandona il Figlio. Solo così Gesù poteva raggiungere l’ultimo posto che può occupare un uomo: non quello di un condannato, di un sofferente, di un escluso, di un disprezzato dagli uomini. Non bastava tutto questo: flagelli, sputi, insulti, chiodi, derisioni, spogliazione. Non era sufficiente per raggiungere l’ultimo posto. Gesù lo ha raggiunto nel momento in cui ha sperimentato l’abbandono di Dio, perché nessun uomo potesse più sperimentarlo, anche nelle sofferenze spirituali e corporali più atroci.

E Gesù, abbandonato da Dio, si abbandona in Dio. Appassionato degli uomini, soffre la passione per condurci a Dio. Da quell’albero di morte, germoglia per noi la Vita. E questa Domenica delle Palme, può essere per noi, con un ramo di ulivo in mano, uno spiraglio di Pace, che ci fa desiderare la Pasqua.–

don Paolo Ricciardi

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