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Siamo nella regione di Tiro e Sidone, quindi fuori dei confini di Israele. Eppure la fama del Maestro è giunta fino a qui, fino al cuore di una madre disperata perché ha una figlia “tormentata da un demonio”, espressione che sta a significare una grave malattia. La donna è pagana, non sa pregare il Dio d’Israele, ma riconosce in Gesù un salvatore potente. Nella sua disperazione si aggrappa a Lui, certa di non rimanere delusa, diventando immagine di tante persone, in particolare di tante mamme, che gridano a Dio per la salute e la salvezza di un figlio.

Gesù sembra restare indifferente a questo grido. Non le rivolge la parola, tanto che i discepoli stessi intervengono perché Gesù potesse esaudire la donna. Quel silenzio di Gesù in realtà non voleva essere freddezza, insensibilità, ma serviva proprio per stimolare la reazione dei discepoli, probabilmente in difficoltà davanti alla donna, perché era una pagana. Allo stesso modo il silenzio di Dio, in tante situazioni di oggi, a volte è tale perché si alzi la voce dell’uomo. Spesso infatti aspettiamo da Dio cose che possiamo dare noi uomini, come suoi strumenti. Dio non è mai indifferente alla sofferenza e per lui nessuno è straniero. In ogni angolo della terra noi cristiani dovremmo essere il Suo Sguardo, la Sua Mano, il Suo Sostegno. E quante volte non lo siamo.

Il cuore di Gesù già commosso per il dolore di quella donna, si commuove ancor più per la sua fede. Si accontenta di poco, anche di una briciola.

I discepoli avrebbero dovuto ricordare che erano avanzate dodici ceste dei pani offerti dal Signore per cinquemila uomini. Per chi poteva essere tutto quel pane – anche una sola briciola – se non per la vita del mondo?

Siamo noi, ora, Signore, a domandarti una briciola della tua misericordia. E le tue briciole sono sempre grandi. Una “briciola” è l’Ostia che mi doni in questa domenica – rispetto alla tua grandezza – ma so che quella briciola sei Tu, totalmente per me.

Una briciola è il Vangelo di oggi, rispetto a tutte le parole della Bibbia e della creazione, ma è tutta per me, in questa domenica. E mi basta per vivere per sempre.

    Vangelo  Mt 15, 21-28

Donna, grande è la tua fede!

Dal vangelo secondo Matteo In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

 

  • Da lunedì 21 agosto riprenderà la celebrazione  Eucaristica delle 8,30

 

  • Il 16 settembre la nostra parrocchia ha organizzato un pellegrinaggio a Castelpetroso. Per info e prenotazioni rivolgersi ai nostri incaricati o in segreteria.

Vangelo Lc 1, 39-56

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal vangelo secondo Luca In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

   Vangelo  Mt 14, 22-33

Comandami di venire verso di te sulle acque.

Dal vangelo secondo Matteo [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

1) Lunedì 14 agosto è il primo lunedì del mese e come di consueto porteremo i nostri pacchetti agli amici senza tetto di piazzale Ostiense. In questo periodo abbiamo bisogno di un aiuto più concreto perché i nostri amici non vanno in vacanza e contano su di noi. Vi aspettiamo dalle ore 17 al Centro per la loro distribuzione. Grazie per la vostra disponibilità e generosità.

2) Martedì 15 agosto Assunzione Beata Vergine Maria; le Messe seguiranno l’orario festivo 8,30 – 11,30 – 19,00.

La messa delle ore 19,00 sarà all’aperto e a seguire cena conviviale con quello  che porteremo.

3) Giovedì 17 agosto Adorazione Eucaristica all’aperto

4) Il 16 settembre la nostra parrocchia ha organizzato un pellegrinaggio a Castelpetroso. Per informazioni rivolgersi in segreteria.

5) Fino al 19 agosto la messa feriale delle ore 8,30 è  sospesa.

 

 

L’evento della Trasfigurazione sull’alto monte – anche solo di 600 metri – è una tappa obbligata, grazie a Dio, anche per tutti noi.

Allora proviamo anche noi a salire con i tre scelti da Gesù: Pietro, Giacomo e Giovanni. Essi ancora non sanno cosa la vita riserverà loro, cosa significherà seguire il Signore sino alla fine. Ma avranno, costante, la memoria di quella salita sul Tabor, quando nella notte, loro soli, improvvisamente, mentre Gesù pregava, lo videro risplendente di una Luce finora sconosciuta ai loro occhi. Cosa avranno provato in quel momento? Stupore, timore, incomprensione, gioia, meraviglia…

Gesù si illumina di Immenso e chiama accanto a sé Mosè ed Elia, anch’essi famosi per via del fuoco. Il primo, già anziano, era stato attratto dal fuoco del roveto ardente e aveva da lì iniziato una nuova vita in Dio. l’altro, al termine della sua vita, viene rapito in cielo su un carro di fuoco. Chissà, forse anche loro due si saranno commossi profondamente a quell’incontro. Mi piace pensare di vedere negli occhi di Mosè il roveto ardente; negli occhi di Elia il fuoco che lo porta in cielo. Entrambi, poi, avevano dimestichezza con i monti: l’Oreb, il Sinai, il Carmelo.

Mancava loro il Tabor.

I discepoli, invece, non conoscevano i monti.

Gesù aveva chiamato i discepoli scendendo al loro livello, quello del Mare di Tiberiade. Ora li fa salire al suo livello. Dio sembra preferire i monti al mare. Il mare nel vangelo appare spesso nemico, in tempesta o infruttuoso, improvvisamente privo di pesci. Il monte è invece sempre luogo di incontri, di discorsi profondi, di desiderio di Cielo.

I pescatori, abituati al mare, ora salgono il monte… Ora vedono quella luce. Loro tre scorgono altri tre che parlano, senza comprendere di cosa. E noi sappiamo che parlavano della passione.

Ma, soprattutto, sono affascinati da quella Luce. Illuminarsi, trasfigurare, è proprio di chi ama.

Gesù, la nostra vita, arde d’amore e si illumina. E ci illumina.

Pietro, che solo una settimana prima aveva professato la sua fede nel Cristo, Figlio del Dio vivente, si fa di nuovo portavoce degli altri: “è bello per noi essere qui! Facciamo tre tende!”. Ma Pietro non sa che non è ancora il tempo per fermarsi. Ecco allora la nube dello Spirito, la voce del Padre e l’invito, eco del giorno del battesimo al Giordano: “Questi è il mio Figlio, il prediletto: Ascoltatelo”. E poi… di nuovo, tutto come prima. Niente più quella Luce, non c’è Mosè, non c’è Elia. Va via la nube, non si sente una voce. Gesù solo con loro.  Un giorno i tre avranno capito che questa era stata la più grande Grazia: avere Gesù solo con loro.

Il mistero della Trasfigurazione è per i discepoli una preparazione al mistero della “Sfigurazione”. Gesù che sale il Tabor salirà un giorno, non molto lontano, il Calvario. Accanto a Lui non saranno più Mosè ed Elia, ma due ladroni. Non ci sarà più la Luce, ma il buio. Non più la Voce del Padre, ma il Suo silenzio.

Allora sarà veramente Amore consumato per il bene dell’umanità.

I discepoli avrebbero dovuto scorgere dietro la Croce la Luce dell’Amore. Ma, quando arriverà il momento della croce, non capiranno ancora.

Dei tre ne rimarrà uno solo, Giovanni.

Avranno tutti bisogno di una nuova Luce, di una nuova Alba, del nuovo Giorno della Resurrezione. E allora comprenderanno tutto, anche se ancora poco a poco.

E noi? A volte ci capita di vivere momenti di Tabor… Quando, ad esempio, sperimentiamo un tempo di deserto, di preghiera, di ritiro. Ci capita, sì, di stare sul monte, di contemplare la Luce, di ascoltare la Voce. E diciamo – o pensiamo –: “è bello essere qui”.

Ma il più delle volte siamo chiamati a scendere dal monte, ad essere a terra, a scontrarci con le difficoltà e il buio della vita di ogni giorno. Un buio fuori e spesso dentro di noi.

Ed è lì che siamo chiamati al salto nella fede: vedere il Trasfigurato nello Sfigurato, ossia trasfigurare la nostra realtà, osservare bene, con gli occhi di Dio, la Luce che c’è sempre. Forse nascosta, offuscata, ma c’è. Anche nel dolore più assurdo e impensato. E questa Luce ha un nome: la Sua Parola. Ascoltatelo! Dice il Card. Martini:

“Ascoltatelo significa “imitatelo”, fate come ha fatto lui, prendete a modello la sua esistenza storica; non semplicemente “il Signore, il Signore”, ma questo Gesù delle beatitudini, del perdono, della povertà, dell’umiliazione, della mitezza”.

L’ascolto ci invita alla carità. L’ascolto ci invita a scendere dal Monte per servire l’uomo sulla terra. Pietro non deve rimanere lì, anche se è bello. Deve scendere. E noi con lui, lì dove non vediamo più la luce, anzi, dove a volte ci sembra di essere immersi nell’oscurità. Ma è lì, anzi qui, in questa vita quotidiana, che noi possiamo trasfigurare la realtà, guardandola non con la luce dei nostri occhi, ma sotto la luce di Dio. E se non ci è possibile vederla, questa Luce, potremmo – nell’ascolto di Gesù – almeno intra-vederla.

Sì, questa Luce l’intra-vediamo negli occhi di un malato grave, ma forte nella fede. La intra-vediamo in tante persone impegnate per il bene degli altri, senza voler ottenere nulla in cambio. La intra-vediamo nelle comunità dove si respira la bellezza di credere in Gesù.

La intra-vediamo ogni volta che, pur nelle nostre mani di peccatori, il Signore sceglie di essere preso da noi nel Pane dell’Eucarestia.

La intra-vediamo quando il buio del peccato fugge davanti al Sole della Grazia.

La intra-vediamo ora, certi che un giorno vedremo Dio in tutta la Sua Luce, in tutta la Sua Gloria, in tutto il Suo Amore. E allora potremo finalmente dire: è bello per noi essere qui.

E Lui ci dirà: saremo qui per sempre.